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Sanità, dalla parte di lavoratori e cittadini

La proposta di legge di iniziativa popolare sulla Sanità Pubblica non vuole essere una riforma del SSN, ma vuole promuovere un’integrazione normativa necessaria alla salvaguardia dello stesso, promuovendo misure a tutela delle risorse umane ed economiche e salvaguardando il diritto dei cittadini all’universalismo della Sanità Pubblica. Una legge che parte da un assunto: la spesa per la Sanità deve essere considerata incomprimibile, perchè legata ai Valori garantiti dalla Costituzione.

Per questo è fondamentale partire dalla valorizzazione economica del Servizio Sanitario Nazionale attraverso uno stanziamento minimo garantito del 7,5% del Prodotto Interno Lordo del Paese, investimento slegato dalle logiche del riarmo e dalle spese conseguenti.

Un capitolo imprescindibile non può non essere l’investimento sul Personale operante nella Sanità Pubblica: è necessaria una ridefinizione degli organici, i cui parametri in Regione Lombardia sono vecchi di 10 anni, e un superamento della normativa anacronistica dei tetti di spesa; l’aziendalizzazione degli Ospedali ha di fatto sancito l’origine di un declino che, a queste condizioni, risulta inarrestabile. Limiti di spesa anacrostici che non rispondono ai bisogni fondamentali: da un lato il Diritto alla Salute del Cittadino, schiacciato da logiche di Bilancio, e dall’altro il bisogno di valorizzare il personale che altrimenti migra verso la Sanità Privata, una Sanità Profit che non rinnova i Contratti Nazionali ma investe su interventi ad personam, strappando brandelli di Diritto allo Stato.

A questo è necessario affiancare una nuova visione politica, focalizzata sulla formazione universitaria di quelle figure, come l’infermiere o il tenico di laboratorio, che sappiamo già saranno in condizione di criticità nei prossimi anni. L’attuale situazione politica, con il blocco delle assunzioni ad integrazione sancito da Regione Lombardia per ragioni di Bilancio, non fa altro che sancire ulteriormente il bisogno di uscire velocemente da logiche di mercato che nulla possono avere a che fare con la Salute Pubblica.

A questo si aggiunge il capitolo sulla valorizzazione della contrattazione nazionale: l’ultimo rinnovo, che ha decretato la perdita del 10% del potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori, è una ferita che non sarà facilmente sanabile, ed è il motivo per cui la Funzione Pubblica CGIL per la prima volta non ha firmato il rinnovo dei contratti nazionali nel Pubblico; lo Stato che si minimizza diventando volano al ribasso del mercato del lavoro, è un pericolo reale e concreto.

Gli altri temi promossi dalla legge sono le condizioni ambientali e lavorative sicure e salubri, che non possono non partire da una campagna di investimenti educativi più che coercitivi, il rilancio reale della Sanità di Territorio, con le Case di Comunità sempre più appannaggio dei soggetti privati, e una reale poltica sulla non autosufficienza, con le liste di attesa chilometrica per le RSA, soggetti ancorati ad una sopravvivenza incerta anche per colpa di una visione politica assolutamente miope. Ecco perchè l’obiettivo di questa raccolta firme non è il numero di persone che aderiranno, ma il segnale politico di milioni di cittadini pronti a mobilitarsi a difesa del Diritto dei Diritti, quello della Salute.

Davide Farano – Segretario generale Fp Cgil Varese

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