Cgil Varese Informa – Anno II – Numero 2

Abroghiamo la guerra!

Prima di tutto la pace!

“Europe for peace” la manifestazione di sabato 5 marzo a Roma, promossa dalla CGIL insieme alla Rete Pace e disarmo, Anpi, Arci, Acli, Libera, Legambiente, Emergency Greenpeace, Un Ponte Per, e molte altre.

C’eravamo anche noi da Varese, non potevamo mancare e, insieme alle migliaia di persone presenti al corteo, abbiamo gridato “Basta alla guerra, alle armi, alla violenza, vogliamo un’Europa e un mondo di pace! 

Condanniamo con decisione l’aggressione militare della Russia in Ucraina e manifestiamo la massima solidarietà alla popolazione barbaramente colpita. L’assalto della Russia è un crimine perché siamo di fronte ad un’aggressione a vittime civili. La CGIL nel concreto si è attivata sia con le tante manifestazioni organizzate in questi giorni, che con la nostra disponibilità all’accoglienza e  l’invio di aiuti.

La situazione è di giorno in giorno peggiorata, ma una cosa è certa: la guerra non la si ferma con l’invio di armi, anzi c’è il vero rischio di un conflitto su scala più grande, che coinvolga altri paesi e l’Europa. E’ l’ora di agire con tutta la diplomazia possibile, insistere con il negoziato fino ad ottenere nell’emergenza i corridoi umanitari e la tregua necessaria per fare uscire in sicurezza e il prima possibile la popolazione dall’Ucraina e, finalmente, avviare le trattative per una pace duratura.

Chi soffre di più sono le persone che stanno vivendo sotto le bombe, sono le lavoratrici e i lavoratori, i giovani, gli anziani, le persone fragili e chi ha bisogno di essere curato. E’ sbagliato far coincidere le gravi responsabilità di Putin con il popolo russo. Anche in Russia sono molte le persone che stanno soffrendo a causa del loro dissenso alla guerra, mettono a serio rischio la propria libertà – e immaginiamo anche la vita – a causa della loro partecipazione alle tante le proteste contro l’invasione in Ucraina.

L’urgenza è fermare la guerra! Ma non basta.  L’Occidente, ma soprattutto l’Europa, devono interrogarsi su quali azioni e quali progetti di cooperazione internazionale di sviluppo e di sostegno si metteranno in campo per evitare in futuro altri conflitti in quell’area. Servono diplomazie e investimenti serve un nuovo piano economico e di sicurezza che rafforzi gli scambi, che garantisca la pace in Europa e  verso i paesi limitrofi, Russia compresa.

Come dice il Segretario Maurizio Landini “Abroghiamo la guerra”!

Stefania Filetti, Segretario Generale Cgil Varese



Giornata Internazionale delle Donne tra passato e presente

La mimosa è il fiore che simboleggia la festa della donna il cui significato è forza e femminilità.

L’8 marzo è ormai universalmente identificato come la festa della donna. Parlare di festa però è improprio: questa giornata è infatti dedicata al ricordo e alla riflessione delle conquiste politiche, sociali ed economiche oltre alla discriminazione e alle violenze sulle donne, quindi è più corretto parlare di Giornata Internazionale della Donna.

La storia dell’origine fa riferimento ad una tragedia accaduta nel 1908 dove le operaie di una ditta tessile di New York morirono in un incendio.

In realtà l’istituzione della Giornata Internazionale delle Donne è legata alla rivendicazione dei diritti delle donne tra i quali il diritto al voto.

Il primo evento importante fu durante il VII congresso della II Internazionale socialiste tenutasi a Stoccarda, in quella sede vennero trattati oltre a vari temi anche la questione femminile e la rivendicazione al voto alle donne. Il congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano a lottare per l’introduzione del suffragio universale delle donne.

Il 3 maggio 1908 ci fu il primo Woman’s day durante il quale si parlò dello sfruttamento dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto.

L’8 marzo 1917 ci fu una manifestazione delle donne a San Pietroburgo per la fine della guerra fu così che in seguito nel 1921 fu stabilito che l’8 marzo fosse la giornata internazionale dell’operaia.

In Italia la prima giornata della donna si è svolta il 12 marzo 1922. successivamente il movimento per la rivendicazione dei diritti delle donne ha continuato ad ingrandirsi in tutto il mondo.

Nel settembre 1944 a Roma venne istituito l’UDI (Unione Donne Italiane) e fu deciso di celebrare il successivo 8 marzo la giornata della donna. A Londra nel frattempo veniva approvata e inviata all’Onu una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro.

La crisi economica e sociale di questi anni ha visto aumentare la precarietà, mentre permane una condizione di profonda disuguaglianza lavorativa tra uomini e donne fatta di salari inferiori, esclusione dalle carriere dirigenziali, disoccupazione, difficoltà a conciliare la vita familiare e il contesto lavorativo anche a causa dei tagli ai servizi pubblici di cura e di assistenza. L’impatto differenziato tra uomini e donne che la crisi ha avuto negli ultimi anni suona come un campanello di allarme sugli effetti che ne potrebbe derivare per l’occupazione femminile soprattutto alla luce dell’emergenza sanitaria che sta riesplodendo nelle sue forme più drammatiche.

Roberta Tolomeo – Segreteria Cgil Varese


Ridurre l’orario a parità di salario, la vera sfida

L’orario di lavoro torna al centro dell’attenzione. In una fase di trionfo tecnologico, robotizzazione, rivoluzione digitale, come quella attuale, a beneficiare dei progressi che si sono prodotti è stato finora il mondo dell’impresa. Vantaggi importanti, che stanno portando ad una ridefinizione complessiva della produzione e ad un incremento della produttività. E le lavoratrici e i lavoratori? Il sindacato? Precariato e insicurezza sul lavoro sono allarmanti e sotto gli occhi di tutti, imbarazzanti ricadute di questa epopea dello sviluppo tecnologico.  E dunque? Davvero interessanti le considerazioni messe in campo da Fausto Durante, coordinatore della Consulta industriale della Cgil nazionale, nel suo libro “Lavorare meno, lavorare meglio”, con prefazione di Maurizio Landini (Futura Editrice). Un contributo in forma di “appunti”, come rimarca il sottotitolo, che è stato al centro dell’Assemblea generale della Cgil di Varese, svoltasi presso la Fattoria Brusa Pasqué alla presenza di Durante e di altri autorevoli relatori.

Dopo un’introduzione del Segretario Generale Cgil Varese, Stefania Filetti, è iniziato un dibattito ricco di contributi, al quale hanno partecipato lo stesso Durante e Angela Mondellini, Segretaria della Cgil Monza e Brianza. Non sono mancati interventi da parte del mondo imprenditoriale, Lucio Tubaro, Direttore delle risorse umane di BTicino, e Fabrizio Laudi, Direttore di Autolinee Varesine. Al confronto hanno partecipato anche Daniele Magon, Segretario Generale Cisl dei Laghi, e Antonio Massafra, Segretario Generale Uil Varese. Un confronto che l’intervento del Segretario Stefania Filetti ha subito tradotto in termini concreti: “Rimettere al centro dell’attenzione l’orario di lavoro significa fare una fotografia della nostra situazione odierna. L’orario di lavoro dal 1980 non è mai diminuito, anzi spesso è aumentato nelle medie settimanali e annuali. Anzi, in un caso è diminuito: quello del part-time involontario, un caso negativo che ingrossa le fila di chi lavora, pur restando povero”. Ora, con l’emergenza sanitaria, questo tema ritorna aprendo “nuovi spazi di contrattazione e regolamentazione dello smart working, che va avanti anche con risultati positivi”. Una prospettiva arricchita, nel corso del dibattito, dai numerosi interventi, dei relatori e dei delegati delle categorie, che hanno ridisegnato il tema generale sullo sfondo dell’occupazione quotidiana, con i suoi problemi e le sue difficoltà. Da parte dei due esponenti del mondo imprenditoriale, è giunta una forte disponibilità a ragionare, insieme al sindacato, sul decisivo fronte dell’orario di lavoro.

Del resto, il tema resta un fronte decisivo per l’azione sindacale: come ha sottolineato Durante, “occorre un nuovo impegno per la riduzione dell’orario di lavoro, anche sulla scorta delle tante esperienze che nel mondo si stanno realizzando, come nel solco degli accordi sottoscritti in tante imprese. La domanda conclusiva può essere quella posta dallo stesso Durante nel suo libro: può essere il XXI secolo il tempo dei quattro giorni e delle trentadue ore di lavoro a settimana? La sfida è aperta.

AG


In-sorgiamo, sindacati e cittadini per la ripartenza al Circolo di Varese

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa con la cittadinanza davanti al Pronto soccorso dell’Ospedale di Circolo a Varese (Via Guicciardini) L’iniziativa vuole attivare un processo di alleanza tra lavoratori e cittadinanza, che parta dall’interno delle strutture ospedaliere: da qui lo slogan “IN-SORGIAMO”. Il segnale inequivocabile che si vuole dare è lavorare tutti insieme per un nuovo inizio, la rinascita del sistema della salute, già in crisi, acuita dopo due anni di pandemia. Si deve ripartire da una ri-organizzazione reale e profonda, che guardi alla persona. Per fare questo è essenziale la difesa della salute pubblica e universalistica sempre e comunque, in quanto patrimonio di tutti, costituzionalmente garantito.

L’11 Marzo alle ore 11 si terrà una prima manifestazione con la partecipazione delle Organizzazioni Sindacali Confederali unitamente alle categorie dei pensionati e degli attivi, invitando alla partecipazione tutti i cittadini in segno di solidarietà verso il personale che sta affrontando la lunga coda della quarta ondata di questa emergenza pandemica. IN-SORGIAMO per rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza, così da dare ai cittadini un’assistenza adeguata, sicura e con la dovuta cura. IN-SORGIAMO anche per il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni PER e CON il personale che si trova in una condizione psicofisica ormai senza precedenti per dare ai cittadini la giusta cura.

Referendum bocciati, la palla torna alla politica

La Corte Costituzionale ha stabilito, come è noto, che il corpo elettorale potrà esprimersi solo su alcuni dei referendum sostenuti da comitati promotori e cittadini. Sono stati infatti bocciati dai giudici, che li ha dichiarati inammissibili, i due referendum di iniziativa popolare sui quali era rivolta maggiormente l’attenzione dell’opinione pubblica: quello sulla legalizzazione della cannabis e quello sull’eutanasia, due quesiti referendari che avrebbero certamente trainato una più ampia partecipazione dei cittadini al momento del voto.

La Consulta ha dichiarato inammissibile il referendum che prevedeva la depenalizzazione della coltivazione della cannabis a causa di un vizio di forma, che avrebbe potuto aprire la strada ad altre tipologie di traffici di sostanze stupefacenti. Per quanto invece riguarda il referendum sull’eutanasia, secondo i giudici il quesito non avrebbe preservato la tutela minima, costituzionalmente necessaria, della vita umana. Dopo la sentenza della Corte, che ha sollevato polemiche e reazioni, materie così complesse, ma soprattutto percepite come importanti dai cittadini, richiamano in causa la politica.

In una fase difficile come quella attuale, con strascichi della pandemia e con un conflitto scoppiato nel cuore d’Europa, la politica si trova ad esaminare i contenuti dei referendum che sono stati bocciati. Un impegno necessario, considerate le aspettative di un’ampia parte della società rispetto a depenalizzazione della cannabis e regolazione dell’eutanasia.

Il ritorno alla politica delle due tematiche comporta una considerazione più ampia e articolata da parte del Parlamento, che non può fermarsi alla secca dicotomia del referendum tra un sì e un no. Una decisione, anzi, può essere presa con un riferimento, nel caso della cannabis, ad interventi più efficaci da mettere in campo contro narcotraffico e mafie, mentre nel caso dell’eutanasia si dovrà toccare con mano la delicatissima frontiera del fine vita, con tutto ciò che comporta in termini di valori etici e di sensibilità differenti. Dunque, una sfida non da poco attende la politica. Una sfida che, al contrario dei detrattori della partecipazione diretta dei cittadini alla vita della polis, ha trovato proprio nello strumento referendario l’opportunità di dare uno stimolo e una visibilità forti ai temi ora al centro dell’attenzione. Il giudizio dei cittadini, delle associazioni, delle forze sociali riguarderà la capacità della classe politica di dare risposte efficaci, sul suo senso di responsabilità, sulla capacità di intercettare le attese della società civile.

AG


La nuova Carta dei Servizi della Cgil

La nostra Carta dei Servizi è tornata!

Dopo due anni abbiamo deciso di tornare a pubblicare la guida a tutti i servizi della CGIL di Varese, aggiornandola con tutte le modifiche che sono intervenute in questi anni.

Infatti, sia in conseguenza della pandemia sia delle trasformazioni tecnologiche e sociali di questi anni, sono cambiate le modalità di contatto con la nostra organizzazione: sempre più spesso si utilizzano canali informatici come il nostro sito internet, l’email e in qualche caso anche applicazioni per smartphone e la guida è stata aggiornata in questo senso.

Oltre a questo, naturalmente, si conferma la nostra presenza capillare in tutto il territorio provinciale: nella guida troverete gli indirizzi e gli orari di tutte le nostre sedi e delle relative permanenze di categorie, servizi e delle associazioni a noi collegate.

La carta si apre con la presentazione della CGIL, della Camera del Lavoro di Varese e con un invito all’iscrizione, nella condivisione di valori e tematiche che da sempre portiamo avanti e che ci vedono ancora in prima linea, a partire dalla pace e dal ripudio di ogni guerra.

Infine, abbiamo aggiornato la sezione relativa alle convenzioni dedicate agli iscritti alla CGIL: scopri gli sconti che ti sono riservati!

Abbiamo deciso di stampare la guida in formato cartaceo (sarà in distribuzione nelle prossime settimane), ma in un numero ridotto di copie rispetto agli anni scorsi, proprio per incentivare l’utilizzo di strumenti informatici, anche in un’ottica di tutela e salvaguardia dell’ambiente.

La guida è disponibile on line sul nostro sito, accessibile da tutti a questo link, che vi invitiamo a consultare e a diffondere:

https://www.cgil.varese.it/wp-content/uploads/2022/03/Guida-Servizi-2022.pdf

Daniele Bandi – Segretario Organizzativo Cgil Varese

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