Cgil Varese Informa – Anno I – Numero 2

La crisi e l’Europa, riflessioni dopo il seminario con Susanna Camusso

L’orizzonte dell’Europa si conferma essere decisivo per le politiche dei singoli Paesi. Un dato di fatto, per noi, di cui siamo consapevoli, nonostante i forti venti sovranisti ed anti-europei che soffiano da tempo anche nel nostro Paese, ma che torna ancora più forte ed attuale di fronte all’emergenza sanitaria, tuttora in corso. Una minaccia, la pandemia, che ha messo a dura prova gli equilibri europei, ma che ci ha offerto anche una preziosa opportunità per una riflessione più aggiornata e ponderata sul significato di essere Europa oggi.

Non possiamo dimenticare che alle nostre spalle sta la tragedia della Shoah, ricordata recentemente nella Giornata della Memoria, una vicenda che ci indica il possibile esito nefasto di ideologie reazionarie e xenofobe quando si diffondono nella politica e nella società.  Davanti a noi, invece, ci sono le sfide di una crisi che non ha risparmiato nessun Paese e che da sanitaria si è trasformata progressivamente in crisi economica e sociale.  Una crisi in cui l’Europa è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale. A questo proposito, considerati gli strumenti messi in campo, come Recovery Fund e Next Generation EU, abbiamo pensato, come Cgil di Varese, che fosse necessario un approfondimento di alto profilo nell’ambito della nostra recente Assemblea generale.  La compagna Susanna Camusso è intervenuta nel corso del seminario in apertura dell’Assemblea: una riflessione ad ampio raggio sulla crisi odierna e sugli strumenti a disposizione dell’Europa, un tema su cui si è aperta, al termine del suo intervento, una discussione molto ricca tra i partecipanti all’Assemblea. Al centro della riflessione, la crisi globale e i mutamenti che ha innescato in Europa. Soprattutto il passaggio da politiche di austerità e contenimento della spesa pubblica a politiche espansive e di sostegno alle categorie a rischio. Con priorità molto chiare: tutela dell’ambiente, digitalizzazione e coesione sociale. Una priorità sociale, quest’ultima, che investe direttamente i temi dell’occupazione e del salario, della programmazione industriale e degli ammortizzatori sociali. Per tutti le lavoratrici e tutti i lavoratori. Questioni di casa in Cgil, da sempre, ma che oggi impongono alle Organizzazioni sindacali di svolgere un ruolo da protagoniste nella definizione dei contenuti delle macro-missioni.

Al di là dell’articolato quadro generale, l’intervento della Camusso ci ha ricordato che ci troviamo davanti ad un grande, ineludibile bivio. La crisi e la gestione degli strumenti messi a disposizione dell’Ue contro l’emergenza pandemica ci pongono l’interrogativo se vogliamo che l’Europa faccia davvero un salto in avanti, con una capacità reale di aprirsi agli orizzonti di rilancio dell’occupazione e di lotta alla precarietà, di un ambiente più tutelato, di una forte volontà di superare il digital divide. Altrimenti, se questo non fosse, avremmo perso un treno importante, con la necessità di far fronte al ritorno di politiche difensive e di austerità, che avrebbero come effetto quello di ridare ossigeno alle pressioni sovraniste delle destre europee, compreso quella di casa nostra. Una prospettiva pericolosa, contro cui dobbiamo impegnarci tutti ogni giorno: nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nella politica e nella società. Una grande sfida che il sindacato non teme di affrontare in campo aperto, con tutta la sua capacità di leggere il presente e di mobilitarsi guardando al futuro.

Stefania Filetti – Segretario Generale Cgil Varese


Pandemia e Tpl: più risorse per un trasporto locale migliore.

Intervista a Luigi Liguori (Filt-Cgil Varese)

Di fronte alla pandemia, alla riapertura delle scuole, alla didattica a distanza, il nodo del TPL è centrale. Abbiamo sentito in proposito il Segretario generale Filt-Cgil Varese, Luigi Liguori.

I Sindacati del trasporto chiedono ad alta voce un Trasporto pubblico locale di maggiore qualità, supportato da risorse adeguate.

E’ possibile fare una similitudine con il comparto della sanità. In questi anni si è continuato a tagliare risorse e dunque ci si è trovati un sistema non efficiente. Si può guardare, in questo senso, al TPL: non si possono tagliare risorse, la qualità viene ridotta. Occorre invece tornare a investire sul TPL, ma non è una cosa che può avvenire in poco tempo. Ci troviamo ad avere un parco mezzi tra i più vecchi in Europa. E’ inefficiente. E dunque occorre andare nella direzione di nuovi mezzi a minore impatto sul fronte dell’inquinamento.

All’inadeguatezza di mezzi e risorse investite (o tagliate), si è poi aggiunta l’emergenza sanitaria, che ha fatto esplodere ritardi e disattenzione.

C’è molta confusione, a questo proposito, nel Paese. Sono state stanziate risorse per affrontare l’emergenza, ma spesso le Regioni non hanno saputo gestire e distribuirle al meglio. Con il risultato che spesso lavoratori e società che gestiscono il TPL si sono accollati rischi e problemi di disorganizzazione del settore. Di fronte alla confusione che si è creata, i lavoratori del TPL hanno continuato ad operare e a garantire i servizi.

Per quanto riguarda la gestione del problema del TPL in vista della riapertura delle scuole, cosa è accaduto sul nostro territorio?

Francamente siamo rimasti perplessi di fronte alla scelta di non coinvolgere le Organizzazioni sindacali negli accordi siglati in Prefettura per far ripartire il sistema. Non capisco questa esclusione: ho avuto la sensazione che si sia voluto scaricare altri problemi sui trasporti e i lavoratori. Una volta usciti dalla Zona rossa ci troveremo davanti i problemi di sempre. In particolare non si è affrontata la questione degli orari della città. Se tutti iniziano nello stesso momento a lavorare, è chiaro che non è possibile una diluizione del Trasporto Pubblico.  Un problema che deve risolvere la società, con la scelta di orari più diluiti nel corso della giornata.

In questa situazione i Sindacati chiedono il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro e hanno indetto uno sciopero per l’8 febbraio.

Se si vuole ridare dignità a questo settore, un nuovo CNL è un passaggio importante. E’ interesse non solo del lavoratore, ma anche del cittadino, sostenere il principio che chi opera per garantire un servizio importante debba essere retribuito in maniera dignitosa. Da qui la mobilitazione e lo sciopero per il rinnovo del Contratto Nazionale.

A cura di Andrea Giacometti – Responsabile Ufficio Stampa Cgil Varese


Scuola, una difficile ripartenza nell'epoca dell'emergenza-covid

Il personale della scuola (Dirigenti Scolastici, personale docente, educativo e ATA)  ha iniziato a fronteggiare l’emergenza adattandosi immediatamente al contesto inedito e particolarmente confuso dovuto dalla pandemia, per dare continuità all’azione educativa e didattica e per far raggiungere, seppure parzialmente, gli obbiettivi istituzionali programmati.  

Considerato il grave contesto abbiamo chiesto diverse volte al responsabile del dicastero del MI – come FCL CGIL insieme con le altre Organizzazioni Sindacali di categoria – di discutere sia sulle questioni della contingenza sia sulle questioni annose che riguardano il mondo della scuola, ma senza ricevere alcun rispettoso riscontro. Abbiamo fatto sentire la nostra voce con lettere, documenti unitari, ma il MI anziché ascoltare è rimasto sordo. Anzi, l’avventatezza nelle scelte della nostra Ministra, hanno contribuito ad aggiungere ulteriori difficoltà e preoccupazione agli addetti ai lavori.

Anziché puntare ad un piano per il rientro a scuola degli alunni in sicurezza, quindi a costruire sinergie tra Istituzioni Scolastiche e Sistema dei Trasporti locali, a redigere un piano di formazione degli insegnanti in vista dell’insolita maniera di insegnare attraverso la cosiddetta DAD  (solo per citare temi più immediati), il MI in maniera del tutto autoreferenziale e in piena pandemia, tra luglio e agosto per essere più precisi, ha sentito l’esigenza di dare avvio: alla pubblicazione dei bandi di concorso ordinario e straordinario per l’immissione in  ruolo e l’abilitazione all’insegnamento, all’apertura della nuova procedura per l’inserimento nelle Graduatorie per le Supplenze (GPS) per il personale docente, alla distribuzione degli “indispensabili”, secondo la veduta propria, banchi a rotelle per le scuole secondarie di secondo grado.

Risultato: concorsi bloccati e rinviati a data da destinarsi, graduatorie con gravi errori nell’attribuzione dei punteggi dei candidati, e il problema del reclutamento del personale docente e ATA rimane insoluto e con gravi mancanze soprattutto per i posti destinati al sostegno degli alunni con bisogni educativi speciali.

Per arginare l’insufficienza dell’Organico scolastico il MI ha introdotto l’Organico aggiuntivo per l’emergenza Covid. Il Dirigente dell’AT di Varese, a inizio settembre, ha fornito l’informativa alle Organizzazioni Sindacali circa il detto organico che è stato determinato in: 421 collaboratori scolastici, 243 docenti scuola infanzia, 31 doc. scuola primaria, 17 scuola sec. di primo grado, 0 doc. scuola sec. secondo grado, 60 ITP e 11 Assistenti tecnici ex DM 104/20). Ovviamente, abbiamo considerato positivo l’aumento di personale seppure individuato per tamponare l’emergenza, ma dall’altro lato non abbiamo compreso la non volontà da parte del MI e della politica di approfittare di questa situazione per mettere mano all’organico scolastico ormai sottodimensionato e porre fine al precario del personale scolastico a dare avvio quindi alla stabilizzazione dei precari.

Altro tema imminente riguarda l’apertura delle scuole. Siamo in mezzo ad un pantano ed assistiamo a un conflitto istituzionale fra Stato e Regioni che sembra rivelare quei pericoli che l’autonomia differenziata può comportare. La scuola non può prestarsi a strumentalizzazioni per fini politici né essere adoperata per affermare l’egemonia dello Stato piuttosto che delle Regioni.

Quotidianamente offriamo la nostra disponibilità a contribuire ad una programmazione seria in vista di un piano di investimenti e di interventi stabili, chiari, con protocolli sulla sicurezza adeguati alla fase contingente.

Abbiamo chiesto unitariamente la riapertura della scuola in presenza coniugando l’esigenza della tutela della salute con quella del diritto all’istruzione e di creare le condizioni affinché la scuola rimanga aperta evitando lo “stop and go” che getta la comunità scolastica, ormai allo stremo, nella più totale confusione.

Alessandro Viggiano – Segretario Generale Flc-Cgil Varese


Salute e Sicurezza a lavoro, non solo Covid

Il Covid-19 ha prodotto un forte incremento degli infortuni nei luoghi di lavoro nel 2020 (985 denunce di infortunio al 30 settembre nella sola provincia di Varese). Per prevenire il contagio nei luoghi di lavoro è stato sottoscritto un Protocollo condiviso tra parti sociali e governo il 14 marzo 2020 con integrazione del 24 aprile:

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5383&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto

Il Protocollo è stato recepito integralmente dal DPCM del 26/04 e dai successivi, va rigorosamente rispettato e applicato nei luoghi di lavoro (sempre il 24/04/2020 ne è stato firmato uno specifico per i cantieri https://www.filleacgil.net/images/cannata/EDILIZIA/PostCovid_Protocollo240420.pdf ).

In ogni azienda, poi, è prevista la costituzione di un Comitato per il controllo dell’applicazione del Protocollo anti Covid-19 (v. art. 13 – in alcuni settori il Comitato può essere territoriale) che include obbligatoriamente i rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori e le rappresentanze sindacali (RLS ed RSA/RSU).

Il Comitato deve essere operativo e riunirsi regolarmente, non è sufficiente la sola costituzione formale. L’andamento infortunistico complessivo risulta estremamente preoccupante: al 30 ottobre 2020 i dati INAIL confermano sul territorio nazionale 1.036 infortuni mortali (221 in Lombardia, 13 in provincia di Varese). A pieno supporto di lavoratrici e lavoratori sul tema sicurezza è attivo presso la Camera del Lavoro di Varese lo Sportello Sicurezza, contattabile via e-mail all’indirizzo ambientesicurezzava@cgil.lombardia.it o telefonicamente (Ivano Ventimiglia 334-6867972 e Roberta Tolomeo 335-7416555).

Ivano Ventimiglia, Dipartimento Ambiente e Sicurezza Cgil Varese


Rimpasto in Regione, cambiano gli assessori, ma la musica è la stessa

Definito  “rimpasto”, il cambio di squadra verificatosi al Pirellone ha cercato di apparire soprattutto come una presa di distanza dalle politiche sanitarie messe in campo, nell’ultimo anno, per fronteggiare l’emergenza sanitaria, tuttora in corso. Politiche sanitarie al centro di critiche, riserve, polemiche. Politiche sanitarie piene di ritardi, confusione, errori e clamorose gaffes. E’ questo il senso della fuoriuscita dalla giunta regionale del forzista Giulio Gallera, l’assessore alla Sanità che ha gestito in prima persona le varie fasi della pandemia da Covid 19. L’uomo che ha incontrato ogni giorno i rappresentanti della stampa, che ha rilasciato interviste, che è apparso sul piccolo schermo. Ma anche l’uomo che si è confrontato ogni giorno con il mondo sanitario, con gli addetti ai lavori, con i rappresentanti del governo.

A rimarcare il cambiamento (quanto meno cambiamento apparente) verificatosi nei giorni scorsi, è stata poi l’entrata in giunta, al posto di Gallera, dell’ex ministro e sindaco di Milano, Letizia Moratti, un personaggio di grande peso nel mondo imprenditoriale ed esponente berlusconiana di spicco, che ora ricopre, nello stesso tempo, l’incarico di vicepresidente e di assessore al Welfare. Fanno da cornice altri cambi, entrate ed uscite, nuovi assessori e sottosegretari, ma senza dubbio il cuore del cambio al Pirellone sono le politiche riguardanti la sanità e la loro gestione fallimentare della lotta contro il virus. Un rimpasto si presta a parecchie considerazioni. Tra queste, quella più immediata, la considerazione che, prima e dietro l’ex assessore che se ne è andato, c’è sempre stato il governatore Fontana, che ha sempre condiviso le scelte di Gallera. Così come non si può tacere del fatto che il comparto della sanità privata troverà nel nuovo assessore una sensibilità vicina e sensibile.

Come hanno scritto di vertici di Cgil, Cisl, Uil della Lombardia, il mondo sindacale guarda “con attenzione” il rimpasto, auspicando “maggiore attenzione al confronto con le organizzazioni sindacali, a partire dalle proposte che sono state elaborate in materia di sanità, lavoro, trasporti e casa”. Peraltro, Cgil Cisl Uil intendono “proseguire il confronto con i Gruppi Consiliari e le Commissioni del Consiglio Regionale, già avviato proficuamente nel mese di dicembre scorso”. I sindacati regionali concludono: “Auspichiamo che il rimpasto di Giunta possa rappresentare quel cambio di passo e salto di qualità nei contenuti e nelle scelte che da tempo auspichiamo”.

Andrea Giacometti – Responsabile Ufficio Stampa Cgil Varese


Giorno della Memoria, striscioni in tutte le Camere del Lavoro con le parole di Primo Levi

In tutte le nostre Camere del Lavoro abbiamo celebrato il giorno della memoria esponendo striscioni con due frasi di Primo Levi (qui link al volantino). Gli striscioni resteranno esposti perchè vogliamo contribuire e lavorare per la conservazione della memoria nella nostra società. Ieri per il Giorno della Memoria, oggi e tutti i giorni per non dimenticare mai

 


Occhio al mobbing, un nemico da combattere

Il termine “mobbing” racchiude tutte quelle condotte persecutorie, oppressive ripetute e durature , individuali o collettive, rivolte nei confronti di un lavoratore ad opera di superiori gerarchici o colleghi. Perché vi sia mobbing è pertanto necessario che i comportamenti vessatori perdurino nel tempo, siano diretti a mortificare  e che arrechino una lesione sul piano professionale, morale, psicologico o fisico al lavoratore. Il datore di lavoro è sempre responsabile per i comportamenti mobbizzanti  sia che siano da egli stesso causati sia che vengano posti in essere da altro dipendente.

Su quest’ultima casistica, mobbing causato da colleghi ,  è di nuovo  recentemente  intervenuta la Corte Suprema di Cassazione ( sentenza 7913/2020). Afferma la Cassazione: “ sebbene il datore di lavoro  non si sia reso  protagonista diretto delle condotte vessatorie subite dalla dipendente , tuttavia lo stesso non può andare esente da responsabilità rispetto ai propri obblighi di tutela.” Aggiungendo : “tutta la giurisprudenza più recente sposa questo orientamento segnando un momento di rottura rispetto al sistema precedente , consacrando “il definitivo ripudio dell’ideale produttivistico quale unico criterio cui improntare l’agire privato.

Da ciò consegue che la concezione "patrimonialistica" dell'individuo deve necessariamente recedere di fronte alla diversa concezione che fa leva essenzialmente sul rispetto della persona, sulla sua dignità, sicurezza e salute – anche nel luogo nel quale si svolge la propria attività lavorativa -; momenti tutti che "costituiscono il centro di gravità del sistema", ponendosi come valori apicali dell'ordinamento .”

Mario Rossi – Ufficio Documentazione Cgil Varese

 

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