Cgil Varese Informa – Anno I – Numero 14

Al via il nuovo anno scolastico tra problemi vecchi e nuovi

Parte il terzo anno scolastico dell’Era Covid tra obbligo di green pass, le prime riunioni dei docenti, e sotto la coltre di una pandemia che continua a condizionarci nelle maniere e nei modi di vivere il quotidiano, nelle relazioni con gli altri, nel modo di lavorare e, soprattutto per il nostro settore, nel dover rinnovare le professioni all’interno delle Comunità Educanti.

Si “deve” alle lavoratrici e ai lavoratori dei settori della conoscenza un “grazie di cuore” per lo straordinario impegno nel mantenere viva la relazione docente-discente e le relazioni tra pari. Attraverso l’impiego della DAD, seppur nei suoi limiti, la scuola ha dato continuità agli insegnamenti-apprendimenti nelle scuole di ogni ordine e grado, e ha mostrato veramente la professionalità, la passione, la creatività e l’ingegno di quanti ci lavorano.

Le notizie sulla diffusione del virus ci mantengono preoccupati, e la copertura vaccinale che, seppur rappresenta una misura di sicurezza e un dovere civico, non garantisce sufficientemente il “tutti in presenza”. Proprio per quest’ultimo aspetto sono necessari nuovi spazi e risorse aggiuntive, il potenziamento del trasporto pubblico, nonché misure straordinarie per l’emergenza, con particolar riguardo al “…sistema pubblico di istruzione come investimento strategico per il futuro delle nuove generazioni e dell’intero Paese”.

Rispetto all’azione sindacale in tempo di pandemia, possiamo dire di avere ottenuto risultati parziali ma significativi a partire “dal patto per la scuola, alle misure e alle risorse aggiuntive previste dal decreto sostegni bis, agli impegni assunti dal Ministero con la sottoscrizione del Protocollo di Sicurezza” con la forte convinzione di “rappresentare con questo i bisogni e le speranze delle lavoratrici e dei lavoratori, delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi, delle famiglie e dell’intera società civile”.

Il presente anno scolastico vedrà impegnati le lavoratrici e i lavoratori in due importanti appuntamenti: le elezioni delle RSU e il rinnovo della componente elettiva del CSPI; sono momenti decisivi per la nostra Comunità e pertanto approfittiamo di questo spazio per invitare tutte/i a condividere le nostre iniziative e di trovarsi preparati per le prossime tornate elettorali.

>Assistiamo con favore al cambio di passo del MI rispetto alle tempistiche delle nomine a tempo indeterminato del personale docente e ATA avvenute entro il 31 agosto, sebbene siano presenti criticità circa le nomine delle classi A027 – A028 coinvolte nelle procedure concorsuali STEM.

È un problema annoso, quello delle cattedre scoperte per l’inizio delle attività didattiche, che puntualmente ogni anno denunciamo, ma, vista la premessa, immaginiamo di avere, entro l’inizio dell’anno scolastico, la maggior parte delle nomine eseguite. 

Ciononostante, dobbiamo riconoscere che il MI non ha saputo dare risposte alle segnalazioni e agli stimoli del mondo della scuola: rimangono forti preoccupazioni circa la questione degli Istituti Scolastici in reggenza per mancanza di nomina di DS, la mancanza di DSGA, malgrado il concorso espletato di recente, con la conseguente nomina del personale disponibile dalla prima posizione, il numero insufficiente di personale ATA (ass. amministrativi, ass. tecnici e coll. scolastici) per ogni Istituzione scolastica. A tutto ciò si aggiungono i gravi problemi delle classi pollaio e della mancanza di docenti di sostegno specializzati.

In altri termini la scuola non appare, contrariamente a quanto viene enunciato, un vero e concreto problema da affrontare, immediatamente e con forza, da parte del nostro governo. Osserviamo, ad esempio che gli annosi problemi di inizio anno, che rimangono intonsi anche per il corrente, siano concretamente e/o forse volutamente annebbiati dalla pur importante questione della Certificazione Verde; non si parla d’altro. Ma, solo per restare su quest’ultimo aspetto e tanto per esemplificare, ci accorgiamo che il governo prevede il green pass, ma lascia le scuole nell’abituale “arte dell’arrangiarsi”, trascurando di dare strumenti concreti ai DS e/o di formare “chi” dovrà occuparsi di questo “nuovo carico di lavoro”.

Quali lavoratori dei Settori della Conoscenza, siamo propensi a ritenere che l’anno che “va a cominciare” vivrà ancora una volta sotto l’egida della precarietà e della provvisorietà, termini opposti e contrari all’azione educativa e della formazione, che invece richiedono progettualità, risorse e sostegno.

Avremo ancora la necessità di “personale precario” (molti veterani, altri alla prima esperienza), che si farà spazio dentro la scuola per sostenerla e per garantirne il funzionamento, ma ciò non favorisce la tanta agognata continuità didattica per la scuola né la legittima sicurezza di un lavoro sicuro e stabile per il lavoratore.

Avremo i soliti impegni burocratici di inizio anno, alcuni “sovrabbondanti o distraenti” e la pressione sulle sottodimensionate segreterie didattiche.

Avremo ancora le classi pollaio e l’insolubile problema dell’assegnazione dei docenti di sostegno specializzati (quest’anno si paventa il rapporto di 1 a 2 per i casi gravi 1 a 3 per gli altri).

Avremo il compito di rispondere alle sfide dovute all’incremento di alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) con le stesse insufficienti risorse.

Da tanto tempo come OOSS denunciamo la grave mancanza di politiche a favore delle famiglie per dare risposte concrete al problema della denatalità del nostro paese e alla precarietà dei posti di lavoro. Ma all’orizzonte intravediamo solo timidi proclami e dichiarazione di intenti da parte della politica, ma nulla di più.

La scuola sempre più riesce disporre e a mantenere le classi grazie all’inserimento di alunni stranieri, spesso di primo ingresso, e ciò impone un ingente nonché doveroso impiego di risorse economiche e di personale formato e specializzato. Ma troppo spesso la scuola deve arrangiarsi con le inadeguate risorse messe a disposizione dal MI.

Assistiamo con preoccupazione al fenomeno dell’abilitazione all’insegnamento in altri paese Europei (vedi Romania, Spagna). Chiediamo puntualmente al MI di implementare le occasioni di Abilitazione e di Specializzazione per il nostro personale precario, ma restiamo inascoltati.

Denunciamo un costante arretramento da parte dello Stato nel garantire i diritti fondamentali e la pandemia non fa altro che acuire una sensazione di spaesamento che va emergendo tra i cittadini.

Se da un lato le nostre proposte hanno prodotto l’immissione in ruolo di ulteriori docenti specializzati su cattedre di sostegno, il rafforzamento degli organici docenti e ATA, la cancellazione della norma “incostituzionale” che impediva ai docenti di ritentare un successivo concorso in caso di bocciatura; dall’altro lato, la legge risulta insoddisfacente e profondamente sbagliata sotto molti profili. Infatti, restano le invasioni di campo da parte del legislatore sull’autonomia contrattuale in tema di mobilità e di rapporto di lavoro dei docenti per le attività di recupero a titolo gratuito.

Sono mancati quei correttivi necessari e significativi indicati dalla nostra organizzazione con molta precisione e chiarezza attraverso una serie di emendamenti finalizzati a rendere ogni misura funzionale ad un avvio di anno scolastico ordinato evitando il ripetersi di errori del passato.

Durante la fase di conversione non sono mancati i colpi di mano (vedi l’ulteriore aumento dei fondi a favore della scuola paritaria), mentre è mancato il coraggio di operare nella direzione indicata dal Patto per la Scuola del 20 maggio scorso, non attivando il confronto con le parti sociali sui 21 tavoli tematici i cui temi sono in gran parte trattati dal “Sostegni Bis”.

Auspichiamo che con i prossimi incontri tra il MI e le OO.SS. nuovi ragionamenti siano in grado di dare vigore ai Settori della Conoscenza e riconoscerne il valore sociale.

Alessandro Viggiano – Segretario generale Flc-Cgil Varese


Scuola, i numeri in provincia di Varese

Ecco qualche dato per tentare di fare luce e contestualizzare quanto accade in Provincia di Varese. Con i suoi oltre 103mila alunni, le scuole varesine hanno a disposizione solo esigue risorse economiche e di personale per dare una risposta fattiva e concreta ai Piani Triennali dell’Offerta Formativa approvati dai diversi OO.CC. È una costante, quella di una scuola che si trova a dovere dare risposte ai bisogni educativi attingendo dal cosiddetto “buonsenso” del personale docente ed ATA e chiedendo contributi volontari (economici e non) alle famiglie per garantire il diritto allo studio degli studenti. È una situazione insopportabile da parte della Comunità Educante. Le cifre milionarie messe a disposizione dal MI per far fronte all’emergenza della pandemia sono certamente necessarie per rispondere alla contingenza, ma non servono a portare a regime il funzionamento delle Istituzione Educativa a tutti i livelli, e immaginiamo che molto del denaro pubblico speso (ad es. penso ai banchi/sedie a rotelle) sarà annoverato come mero spreco. Resta imprescindibile, da parte del MI, dover ricorrere a personale docenti/ata con contratto a tempo determinato, anziché adire a procedure di reclutamento capaci di rispondere al bisogno di continuità didattica dei nostri alunni e il diritto ad avere un lavoro stabile e duraturo per il lavoratore. Le immissioni in ruolo riguardano insufficienti unità di personale, spesso proveniente da altre Regioni, e che altrettanto spesso utilizza il canale della mobilità per rientrare a casa propria. Solo nell’a.s. 2020/21 abbiamo registrato la mobilità interprovinciale di 645 unità di personale. L’abbassamento del tasso di natalità nel nostro paese fa registrare solo nella nostra provincia un calo di quasi il 9% alunni per la scuola dell’Infanzia e dei suoi 3874 alunni ben oltre il 5% ha necessità del docente di sostegno. Si registra un positivo incremento dei posti in organico di circa 87 unità di personale. Tuttavia, rimane il nodo dei docenti di sostegno: la media (2,77) si attesta a 1 docente di sost. ogni 3 alunni DVA.  La scuola primaria subisce una cospicua diminuzione di alunni: si tratta di un calo di oltre mille unità tra bambine e bambini. Questo dato sulla diminuzione della popolazione scolastica (dieci classi in meno) nella scuola primaria, pur se gravissimo e drammatico, avrebbe potuto fungere da contraltare sia alla questione delle classi pollaio sia al bisogno di distanziamento sociale nei luoghi chiusi in considerazione dell’incertezze sull’evoluzione della pandemia. In realtà, l’organico per la scuola primaria che gli uffici hanno potuto predisporre quest’anno, a fronte delle risorse messe a disposizione del MI, fa registrare una media di oltre 20 alunni per classe e pertanto, visto il significato statistico dei numeri, avremo classi affollate in una situazione aggravata dalla presente di alunni con BES (Media docente sost/alunno pari a 3,22). La scuola secondaria di 1° grado registra un calo degli alunni pari a circa 2%. Si certifica una media di circa 22 alunni classe e rimane l’insufficiente il rapporto 1 a 3 docente sost. – alunni. La scuola secondaria di secondo grado, a differenza dei precedenti ordini di scuola fa registrare un aumento di quasi 1200 alunni che comporta da un lato un aumento di trenta classi, ma un rapporto di quasi 25 alunni per classe.


Scuola, un’insegnante: “siamo ripartiti anche grazie alla nostra passione”

Nonostante problemi aperti e difficoltà, la scuola è ripartita anche quest’anno. Un momento difficile, in cui “la scuola è ripartita anche grazie a passione ed etica professionale, spirito di servizio e determinazione di noi insegnanti”. Parole di Silvana Geraci, insegnante di una scuola primaria a Cassano Magnago.

Quali i problemi aperti principali?

Problemi legati alla mancata assegnazione di docenti alle classi e alla carenza di insegnanti di sostegno. Quest’ultimo aspetto si spiega con la mancanza di docenti specializzati, ma anche con il ritardo delle nomine. Oltre a ciò, non dimentichiamo anche un’altra questione: le nomine quest’anno sono state gestite a livello telematico, e diversi docenti hanno incontrato difficoltà. Insomma tra i problemi di inizio anno, il malfunzionamento della macchina, nonostante le buone intenzioni del Ministro.

Per quanto riguarda il covid, resta alta l’allerta a scuola?

Sì, senza dubbio. La variante Delta rischia di prendere piede nonostante le vaccinazioni, colpendo soprattutto la fascia dopo i 12 anni. Del resto, non ci sono ancora vaccini testati sui bambini. Restiamo sempre attenti al problema, anche perché dopo i primi giorni ci sono già classi in quarantena a livello provinciale. Comunque, nel caso di casi positivi, vengono effettuati test salivari nelle altre classi, in modo da individuare in maniera tempestiva eventuali focolai. Una sorta di diagnosi precoce già partita a Varese.

Resta ancora il tema del precariato. Si intravvede una soluzione?

C’è l’intenzione del Ministero di far partire concorsi straordinari la prossima primavera per dare una soluzione al precariato storico. Un modo per arginare il problema. Tuttavia entrare in ruolo è un percorso lungo e così si allungano le file di precari. Tutto questo rischia che l’impegno dedicato alla burocrazia faccia slittare in secondo piano i tempi della didattica.

Andrea Giacometti, Responsabile Ufficio Stampa Cgil Varese


Eutanasia legale, raccolto oltre un milione di firme

Si è conclusa la raccolta delle firme a sostegno del quesito referendario che vuole abrogare parzialmente una norma penale che impedisce nei fatti l’introduzione in Italia dell’eutanasia legale.  E’ stato raccolto un mlione e 200mila firme, di cui 400mila online. Un fatto importante, quest’ultimo, dato che per la prima volta si è avuta questa possibilità, seguita a breve distanza dal referendum sulla cannabis, che ha raggiunto un risultato altrettanto straordinario con sottoscrizione  quasi esclusivamente online.

Il referendum sull’eutanasia è stato il primo sul quale saranno despositate le firme da dieci anni a questa parte. Dopo il deposito in Cassazione, il quesito passerà, intorno al mese di gennaio, al vaglio della Consulta e, in caso risulti ammissibile, spetterà al Presidente della Repubblica decretare la data del referendum.

La CGIL ha scelto di sostenere, di essere accanto alle associazioni e ai movimenti che, attraverso il referendum, vogliono introdurre in Italia l’eutanasia. E’ impresso in tutti noi il ricordo e la storia di Dj Fabo, accompagnato da Marco Cappato in Svizzera per ottenere il suicidio assistito. Cappato si è successivamente autodenunciato, aprendo nei fatti un varco sui limiti legislativi nella disponibilità della vita umana, portandoci ad ottenere una legge sul testamento biologico.

Oggi, però, in Italia possono porre fine alle loro sofferenze solo i pazienti per cui risulti sufficiente l’interruzione delle terapie (come previsto dalla Legge 219/2017) e non tutte le altre persone con patologie irreversibili impossibilitati ad assumere autonomamente un farmaco e che pertanto hanno bisogno di un aiuto medico attivo per scegliere la morte volontaria.

Con questo intervento referendario l’eutanasia attiva sarà consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla Sentenza della Consulta sul “caso Cappato”, ma rimarrà punita se il fatto è commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.

Giancarlo Ardizzoia, Segreteria Cgil Varese


100venti, nasce la nuova associazione culturale Cgil Varese

Perchè un Associazione di Promozione Sociale? La volontà di creare un’associazione risale ad alcuni anni fa, la CGIL di Varese da tempo sentiva la necessità di creare un soggetto che potesse coinvolgere le persone, un soggetto che in un momento storico dove l’individualismo impera, dove il noi spesso è sostituito dall’io, provi a dare delle risposte, a creare delle opportunità di incontro, di condivisione, di socializzazione, di aiuto.

Un’associazione promotrice dei valori che sono richiamati nel nostro statuto, nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo, valori che trovano piena affermazione nella Costituzione repubblicana, nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e a tutte le Convenzioni ONU sui diritti sociali, culturali, delle donne, dei migranti.

Una presenza che collabori con tutte le associazioni presenti nel territorio, e che si riconoscano nei valori del nostro statuto, una collaborazione che ci consenta di fare rete, di aiuto reciproco e condivisione degli obiettivi che ci prefiggiamo, nel rispetto dell’autonomia e dei principi fondativi di ogni Associazione.

I primi passi…. Ascolto, proposte, progetti, condivisione, con soci e volontari per…la realizzazione di iniziative culturali, mostre, convegni, seminari, dibattiti, gruppi di studio e momenti formativi, confronti interetnici e interculturali, eventi, feste ed attività ricreative volte alla promozione di una società aperta e multiculturale.

Per i migranti e prossimi cittadini…la formazione per l’apprendimento della lingua italiana indirizzata a cittadini stranieri per il conseguimento dei titoli di soggiorno di più lunga durata;formazione extra-scolastica, per una maggior acquisizione della lingua italiana, finalizzata al successo scolastico e in contrasto alla povertà educativa, la mediazione culturale, il segretariato sociale, indirizzando i soci secondo le necessità e l’opportunità presso Istituzioni, Organizzazione, Associazioni o Servizi presenti sul Territorio.

Per un nuovo mondo solidale e sostenibile, realizzare, attraverso l’associazione, gruppi di acquisto equo solidali per la valorizzazione  e la distribuzione dei prodotti con finalità etiche, di solidarietà sociale di sostenibilità ambientale;  l’affermazione della cultura della legalità e la lotta alle mafie, a tutte le criminalità organizzate, alla corruzione e agli abusi di potere, la promozione della cultura della convivenza civile, delle pari opportunità dei diritti, delle differenze culturali, etniche, religiose, e di genere, della tutela delle diversità linguistiche, nonché della libertà di orientamento sessuale.

Giancarlo Ardizzoia, Segreteria Cgil Varese

 

 

 

 

 

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