La Cgil scende in campo: «Vacciniamoci. Per noi stessi, per gli altri»

Posted: 28 Settembre 2021
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Una corretta informazione per superare dubbi e paure, dare un’ulteriore spinta alla campagna vaccinale e sensibilizzare chi lavora. Dopo aver chiesto al governo di introdurre l’obbligo e di assumersi così la responsabilità politica che su questa materia gli viene assegnata dalla Costituzione, la Cgil scende in campo: tutte le strutture, dalle camere del lavoro alle categorie nazionali, si mobilitano perché il messaggio arrivi nei luoghi di lavoro: “Vacciniamoci. Per noi stessi, per gli altri”.

Il vaccino – spiegano i materiali informativi predisposti dalla Confederazione – “è uno strumento che salva se stessi e gli altri; è una responsabilità sociale e collettiva; è un diritto che deve essere garantito ai cittadini e alle cittadine del mondo”. Un richiamo questo che rimanda anche all’impegno che il sindacato ha assunto da tempo sostenendo l’iniziativa dei cittadini europei “Right2Cure. Nessun profitto sulla pandemia” che ormai da mesi propone di rendere i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti e a tutte.

La campagna informativa della Cgil si articolerà in una serie di assemblee nei luoghi di lavoro e proprio alla sicurezza sul lavoro guarda perché, oltre a una legge che introduca l’obbligo vaccinale, per sconfiggere la pandemia – come ha ribadito più volte lo stesso segretario generale di Corso d’Italia Maurizio Landini – serve che i protocolli covid vengano pienamente applicati e rafforzati, che tutte le misure di prevenzione come l’utilizzo delle mascherine, il mantenimento delle distanze e corrette procedure di sanificazione restino attive. In più – spiega il sindacato – è necessario potenziare tracciamento, contenimento e sorveglianza sanitaria con tamponi gratuiti se obbligatori.

I vaccini salvano la vita e occorre fare in modo che tutti li ricevano ma spetta al governo decidere se renderli obbligatori. Inaccettabile scaricare sul sindacato le contraddizioni e le debolezze della politica, come è inaccettabile eludere protocolli e accordi nati per tutelare la salute di chi lavora o scaricare sulle sue spalle i costi della quarantena

Finora poco più di 39 milioni di italiani hanno completato il ciclo vaccinale, oltre il 72% della popolazione over 12, adesso occorre però fare uno sforzo ulteriore perché le varianti del coronavirus incalzano e la necessità di proteggere noi stessi e gli altri è inderogabile.

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