C’è un valore che non si misura soltanto con i numeri delle tessere o con le pratiche svolte ogni giorno negli uffici: è il valore delle relazioni, della memoria condivisa, della presenza concreta nei quartieri. È proprio questo il senso dell’iniziativa promossa dallo SPI CGIL Varese nel quartiere di San Fermo, dove nei giorni scorsi è stata consegnata una pergamena di riconoscimento alla più anziana iscritta del quartiere, la signora Anna Fittavolini.
Un gesto semplice, ma carico di significato. Anna è iscritta allo SPI CGIL dal 1983: oltre quarant’anni di adesione a un’idea di sindacato come comunità, come luogo di tutela dei diritti, ma anche di partecipazione e solidarietà. La pergamena consegnata nella nuova sede della CGIL a San Fermo non è solo un riconoscimento personale, ma il simbolo di una storia collettiva fatta di impegno, fiducia e appartenenza.
L’iniziativa si è svolta proprio in occasione dell’apertura di una nuova sede della Camera del Lavoro nel quartiere della periferia varesina, un passaggio tutt’altro che formale. Portare la CGIL e lo SPI nei quartieri, soprattutto quelli più periferici, significa scegliere di stare dove vivono le persone più fragili, dove si manifestano i bisogni quotidiani, dove spesso la solitudine rischia di diventare una condizione invisibile.
È qui che il sindacato dei pensionati assume un ruolo che va oltre la tradizionale attività di tutela. Lo SPI CGIL di Varese si propone infatti come presidio sociale: un punto di riferimento per l’accesso ai servizi, per l’orientamento, ma anche per costruire relazioni, ascoltare, creare occasioni di incontro. In un tempo in cui molte persone anziane vivono condizioni di isolamento, la presenza capillare sul territorio diventa uno strumento fondamentale di contrasto alla solitudine.
La consegna della pergamena ad Anna Fittavolini rappresenta allora qualcosa di più di una cerimonia. È il modo con cui lo SPI CGIL ribadisce che ogni iscritta e ogni iscritto non è un numero, ma una persona con una storia, e che quella storia è parte integrante dell’identità del sindacato.
Allo stesso tempo, iniziative come questa rafforzano il legame tra generazioni di iscritti e rinnovano il senso di appartenenza a una comunità che continua a evolversi. La nuova sede di San Fermo non è solo un luogo fisico, ma uno spazio aperto, in cui i pensionati possono trovare risposte, ma anche costruire relazioni e partecipare attivamente alla vita collettiva.
In questo senso, stare nel territorio non è uno slogan, ma una scelta precisa: esserci, incontrare le persone, riconoscerne il valore e costruire, giorno dopo giorno, una rete di solidarietà capace di rendere i quartieri più vivi e più inclusivi.
La pergamena consegnata ad Anna è, in fondo, tutto questo: un ringraziamento, certo, ma anche un impegno per il futuro.