La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n.199) contiene una serie disposizioni di rilevante interesse fiscale.
La prima misura di carattere fiscale che riguarda tutti i contribuenti è la riduzione dell’aliquota Irpef relativa al secondo scaglione di reddito, quello compreso tra 28.000 e 50.000 euro, che passa dal 35% al 33%. Questa riduzione produce di fatto un aumento del reddito disponibile per un importo compreso tra un minimo di 20 € (per un reddito di 29.000 €) e un massimo di 440€ all’anno (per un reddito di 50.000€).
Inoltre, per i dipendenti del settore privato è prevista una tassazione agevolata (tassazione sostitutiva più favorevole rispetto alla tassazione ordinaria) del 5% sugli aumenti retributivi derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi, dell’1% (rispetto al 5% previgente) sulle somme erogate sotto forma di premi di risultato e del 15% sulle maggiorazioni e le indennità per lavoro notturno e festivo. Viene confermata in questo modo la progressiva sottrazione di reddito imponibile Irpef a favore di regimi sostitutivi.
Per quanto riguarda gli interventi di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico, viene prorogato per tutto l’anno 2026 il regime fiscale più favorevole, previsto per l’anno 2025. La detrazione è riconosciuta nella misura del 50% per le sole spese sostenute dal proprietario o titolare di diritto reale di godimento (es. usufrutto) sull’abitazione principale. Su tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale, a prescindere dal soggetto che sostiene le spese, la detrazione è riconosciuta nella misura del 36%. Slitta al 2027 la riduzione rispettivamente al 36% e al 30% della misura delle detrazioni.
E’ confermato anche per l’anno 2026 il c.d. “bonus arredo” spettante per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad immobili oggetto di interventi di recupero edilizio.
Si ricorda infine che già dal 2025 non rientrano più tra le spese agevolabili quelle relative alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, salvo che le caldaie siano integrate in sistemi più avanzati, come quelli combinati con pompe di calore.
Antonella Gazzardi – Direttrice Caaf Cgil Varese