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Il NO ha vinto al referendum: la Costituzione è salva

Il NO ha vinto! La Costituzione è salva da chi pensava di poterla modificare a colpi di forzature e propaganda. La maggioranza degli elettori, con il loro NO, ha difeso e confermato l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. Respinta la legge Nordio, e con essa il maldestro tentativo del governo di cambiare la Costituzione escludendo la discussione in Parlamento, fondamentale quando si tratta di cambiare la Costituzione.

La propaganda è stata martellante fino alle dichiarazioni più spregiudicate che abbiamo sentito proprio dai rappresentanti delle istituzioni. I toni da stadio e le tante affermazioni false hanno fatto male in primis proprio alle istituzioni stesse e ci conforta molto che la maggioranza degli elettori, riconosciute le forzature, le abbia respinte.

Lo strumento del referendum chiama gli elettori ad una scelta politica: quando si interpellano le cittadine e i cittadini è sempre una questione di scelte politiche, soprattutto come in questo caso, dato che c’era di mezzo la Costituzione. L’equilibrio fra i tre poteri dello stato, legislativo, esecutivo e giudiziale, non è un dettaglio da tecnici, non è una piccolezza che si può buttare nel cestino, è l’architrave del nostro sistema democratico, se si tocca viene giù tutto!

Grazie al voto delle cittadine e cittadini abbiamo ancora una sana e robusta Costituzione.

Il NO ha tanti motivi. Si è votato NO per difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, per dire a gran voce che la Costituzione si può cambiare, ma non a colpi di maggioranza, per dare un segnale forte e chiaro al governo in carica, per fermare il premierato e l’autonomia differenziata.

Il NO è stata una presa di posizione soprattutto di giovani elettori e i motivi sono tanti. Il richiamo alla pace, contro il riarmo e per Gaza: li abbiamo osservati, ascoltati e abbiamo marciato con loro. Le ragazze e i ragazzi hanno risposto numerosi al referendum contro la precarietà e il sistema degli appalti, al diritto di cittadinanza e sulla sicurezza sul lavoro.

A questo referendum il loro è stato un NO alla guerra, all’estensione della guerra, NO a tutti i genocidi e NO alla posizione filo israeliana dell’Italia su Gaza, contro la subalternità a Trump e al trumpismo, NO al sistema ipercapitalista e allo sfruttamento dei lavoratori, NO alle disuguaglianze che impediscono alle ragazze e ai ragazzi di costruirsi un futuro.

NO all’erosione del welfare, perché proprio per loro deve durare a lungo ed essere di qualità a partire dalla scuola, i trasporti, la casa, il diritto alla salute. I giovani hanno detto NO perché vogliono essere ascoltati e tenuti in considerazione, non repressi nelle manifestazioni.

Li abbiamo ritrovati, numerosi sabato scorso alla grande manifestazione NO KINGS a Roma. Vi abbiamo partecipato da Varese con una delegazione CGIL. La manifestazione si è tenuta in contemporanea in diverse città europee e statunitensi. Eravamo in 300mila in corteo contro i re (e le regine) e le loro guerre, una protesta politica, sindacale, culturale e intergenerazionale, un movimento che sta crescendo contro tutte le guerre e contro i potenti che si pongono al di sopra delle istituzioni democratiche.

Se siamo in tanti, possiamo davvero cambiare le cose. Avanti tutta!

Stefania Fietti – Segretaria Generale Cgil Varese

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