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Giù le mani dalla Costituzione!

Tra meno di un mese saremo chiamati ad esprimerci con il nostro voto sulla legge di riforma della giustizia. La legge è stata fortemente voluta dal governo Meloni.  Non di riforma si tratta, ma di una vera e propria controriforma costituzionale che mira a ridimensionare l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura in favore del potere esecutivo (il governo). Il potere giudiziario, come scritto nella Costituzione, è indipendente dal potere esecutivo e legislativo (il parlamento), e ha il dovere di far applicare la legge, sottoposto unicamente alla legge stessa. E’ la garanzia del sistema democratico: nessuno sopra la legge!

La CGIL fa parte del comitato per il NO della società civile, ed insieme agli altri comitati per il NO esistenti ci battiamo per far arrivare una corretta informazione sui contenuti della Legge Nordio, la legge che viene sottoposta a referendum confermativo. In sintesi va detto che la separazione delle carriere esiste già e non è questo l’obiettivo della legge. Questa legge non accelera i processi, non migliora la giustizia, non aumenta il personale, non tutela i cittadini.

La Legge Nordio ha l’obiettivo di ridimensionare l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati, indebolendo la funzione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’organismo costituzionale di autocontrollo della magistratura stessa. Il CSM, tra i tanti compiti, assegna gli incarichi, valuta la professionalità dei magistrati, ed eventuali sanzioni disciplinari, ma soprattutto protegge il magistrato da ingerenze esterne. La legge Nordio divide il CSM in tre parti indebolendo le sue attuali funzioni e non sappiamo neanche quanto, visto che non sono disponibili i testi dei decreti attuativi.

Chi potrebbe avere il potere di ingerenze esterne sui giudici e chi avrebbe la meglio nei confronti di un pubblico ministero o di un giudice privi della protezione oggi garantita dalla Costituzione? Non di certo i singoli cittadini, ma chi ha interessi e poteri per poterlo fare. Che fine avrebbe fatto la causa ThyssenKrupp se non avessimo avuto giudici coraggiosi e protetti dalla Costituzione? Quella strage sul lavoro è avvenuta nel 2007, anni di diversi tentativi di evitare la propria responsabilità per il mancato rispetto della legge sulla sicurezza sul lavoro.  Oppure la causa relativa all’Ilva di Taranto, dove il profitto si è basato sulla salute dei lavoratori e cittadini.  Senza PM e giudici liberi e tutelati dalla Costituzione, come potrebbero essere inquisiti il potente, il politico di turno per interessi illegali, corruzione, collusioni malavitose, organizzazioni mafiose?

Stiamo seguendo l’importante lavoro del Pubblico Ministero di Milano per i ciclofattorini, ci sono pesanti e diffuse condizioni di sfruttamento, coinvolte diverse e potenti multinazionali. E’ di questo che noi, come cittadini, abbiamo bisogno. Di essere difesi e tutelati dalle scelte dei potenti. Ecco perché non possiamo permettere che venga imbrigliata la magistratura. Questo governo dall’impronta fortemente sicuritaria usa la forza contro i più deboli, i migranti o chi manifesta pacificamente, e alleggerisce da responsabilità e controlli gli amministratori pubblici.

Non ci dimentichiamo infatti che tra Natale e Capodanno scorsi, quando tutti eravamo a festeggiare, il governo ha fatto votare dalla sua maggioranza la riforma della Corte dei Conti – organismo fondamentale per l’utilizzo adeguato e veritiero dei soldi pubblici. I soldi dei cittadini!  La riforma Foti, dal nome di chi l’ha proposta, ha cancellato di fatto l’abuso di ufficio, che significa Impunità per i potenti e maggiore libertà di azione sui conti dello Stato per i politici. E ora pensano di poter andare avanti con la riforma costituzionale sulla giustizia? Non permettiamoglielo.

Il 22 e 23 marzo è importante andare a votare. In questo Referendum non c’è il quorum, basta un voto in più per vincere, per questo dobbiamo andare a votare in tanti e votare NO!

Stefania Filetti – Segretaria generale Cgil Varese

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