A più di due anni dalla nascita degli sportelli SOS liste d’attesa (la prima esperienza risale alla primavera del 2023), siamo nella condizione di trarre un bilancio oggettivo sull’attività e sull’efficacia di uno strumento nel quale la CGIL crede molto.
La nostra organizzazione – rappresentata da Confederazione e Sindacato pensionati – come è noto, sul territorio varesino non è sola. Infatti facciamo parte di un coordinamento composto da diverse realtà operanti in Provincia quali: ACLI, AUSER, Federconsumatori, Colce, Medicina Democratica, Collettiva e ATTAC, associazioni alle quali si è recentemente aggiunta la Caritas.
Dopo una partenza assolutamente incoraggiante, che ha fornito risultati lusinghieri in termini di accesso dell’utenza ed efficacia del servizio (fino a giugno 2024 le nostre istanze ricevevano più del 90% di riscontri positivi), dall’estate di un anno fa le difficoltà sono sensibilmente aumentate e l’irrigidimento, soprattutto da parte di ASST Sette Laghi, nel rispondere e soddisfare le esigenze dei pazienti, ha fatto calare drasticamente l’accesso degli utenti e ci ha obbligato a mettere in campo diverse iniziative e a riflettere sulla modalità di relazione con l’interlocutore istituzionale.
L’Inizio brillante dell’iniziativa ha portato le associazioni coinvolte ad aprire numerosi sportelli sparsi su tutta la Provincia, interessando entrambe le AST: Sette Laghi e Valle Olona. Oggi possiamo contare su 14 sportelli attivi gestiti interamente da volontari.
Dal punto di vista operativo, svolgiamo il ruolo di facilitatori per gli utenti che, in possesso di un’impegnativa per una prestazione specialistica o un esame diagnostico, ottengono l’appuntamento in tempi ampiamente superiori rispetto alla norma e alle indicazioni di priorità o, nei casi peggiori, non hanno la possibilità di accedere al servizio, poiché dal Centro Unico di Prenotazione si sentono rispondere che le agende sono chiuse. Giova ricordare che le agende non possono essere chiuse, salvo gravissimi impedimenti.
Per ognuna delle risposte che i nostri utenti ricevono, predisponiamo una Pec, firmata dal cittadino stesso ed indirizzata al Direttore generale di ASST e al RUA (Responsabile Unico Aziendale che ha la competenza sulle Liste d’Attesa).
Parlando di ASST Sette Laghi, per chi crede alle combinazioni, le relazioni tra gli sportelli e l’azienda è cambiato contestualmente alla nomina del RUA attualmente in carico; i nostri ricorsi nella maggior parte dei casi non ottengono una risposta e da giugno ‘24 viene data l’indicazione al paziente di recarsi fisicamente al CUP. Qui il paziente entra, suo malgrado, in un vortice dal quale difficilmente esce con una visita che soddisfi il suo diritto alla salute; viene infatti nel cosiddetto Percorso di garanzia, prassi dalla dubbia legittimità giuridica, che spesso risulta senza esito. Si tratta della “promessa” da parte dell’operatore (peraltro incolpevole) di essere registrato e richiamato nel giro di pochi giorni. Gli utenti, al contrario, non vengono richiamati e si trovano di fronte all’angosciante scelta di ricorrere a cure private – se possono permetterselo – o, peggio, rinunciarvi.
Il tema del ricorso alle cure private o attraverso l’Intra Moenia rappresenta un altro elemento di poca chiarezza per il paziente; infatti sostanzialmente non funziona perché non è automatico. La legge prevederebbe che in assenza di disponibilità nel sistema sanitario pubblico, il cittadino possa farsi curare privatamente alla sola spesa del ticket, qualora non ne sia esonerato. In quest’ultimo caso la prestazione deve rientrare nella totale gratuità.
Le difficoltà sorgono dal fatto che l’autorizzazione al ricorso alle cure private debbano essere autorizzate dall’ASST che, per le esperienze maturate, non procede mai in questa direzione.
I problemi, quindi, sono in continuo aumento. Sul frangente organizzativo registriamo una sensibile diminuzione dell’utenza che afferisce all’ASST Sette Laghi; infatti la consapevolezza che il sistema sovente non garantisce i risultati attesi, spinge a ricercare percorsi alternativi.
Il gruppo, tuttavia, persiste nel mantenere operativi gli sportelli, forti anche dei risultati – ancora positivi – registrati nella ASST Valle Olona, realtà nella quale i pazienti, pur inseriti nel percorso di garanzia, ricevono risposte al pari degli sportelli.
Oggi, pertanto, si pone il tema forte di cosa fare.
Dopo avere sensibilizzato l’opinione pubblica con conferenze stampa, avere incontrato il Direttore generale dell’ASST, ci si interroga su come tornare ad un livello di relazioni accettabili, non per garantire la sopravvivenza dell’iniziativa, ma per la tutela del diritto universale alla salute.
L’incontro con il Direttore generale, ottenuto non senza fatica, aveva registrato quello che poteva apparire come un parziale successo: veniva concesso agli sportelli di segnalare con un’ulteriore istanza diretta i casi che giacevano da lungo – troppo – tempo senza risposta.
Le segnalazioni, inviate settimanalmente come da accordi, inizialmente hanno garantito l’accesso alle prestazioni, ma con il passare del tempo, anche questa illusoria ripresa del dialogo tra le parti si è esaurita.
Oggi, non volendo abbandonare la natura negoziale del rapporto con ASST Sette Laghi, abbiamo coinvolto il Sindaco del Comune capoluogo, fiduciosi del suo ruolo di garante dei diritti dei cittadini.
Confidando nella sua autorevolezza ed in quella degli altri primi cittadini del territorio, contiamo di riaprire il dialogo con l’azienda sanitaria e ricondurre alla normalità una situazione divenuta ormai inaccettabile.
Per non lasciare nulla di intentato, in qualità di garante sulle liste d’attesa, verrà coinvolta anche l’ATS che, avendo competenza sovra-territoriale, auspichiamo possa fornirci indicazioni rispetto le differenze tra le varie aziende sanitarie.
A dimostrazione della bontà dell’iniziativa, è doveroso sottolineare che la nostra esperienza viene ormai riproposta in molti territori in tutta la Regione e, nella maggior parte dei casi, non si registrano le difficoltà che stiamo incontrando noi sul territorio del nord della Provincia.
Francesco Vazzana – Responsabile Sportello Sociale Cgil Varese