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Ufficio Vertenze Legali



 

Guida alla lettura della busta paga


Ogni mese ritiriamo l'atteso cedolino. L'unico elemento che davvero ci interessa è il netto in busta che non è mai identico a quello del mese precedente. Inutile appare lo sforzo di districarsi nel labirinto formato da caselle, conteggi e numeri. Cerchiamo di capirne di più.

Innanzitutto la busta paga è il prospetto che indica la somma di denaro che ogni lavoratore riceve come compenso per un determinato periodo di lavoro.
Il datore di lavoro ha l'obbligo di consegnare, insieme alla retribuzione, un prospetto di paga (il famoso cedolino) in cui devono essere indicati, oltre al periodo lavorativo in questione, alle ferie maturate e residue - espresse in ore - tutti gli elementi che formano la retribuzione lorda e le detrazioni che determinano la paga netta.

La retribuzione è costituita da una serie di elementi. I più ricorrenti sono:
Paga base: è la retribuzione minima prevista dai diversi contratti collettivi nazionali.

Contingenza: (ex scala mobile) è l'aumento di salario corrisposto in relazione alla crescita del costo della vita.

Superminimo: è la quota di retribuzione che viene versata al lavoratore in aggiunta alla paga base e alla contingenza.
Il superminimo può essere individuale oppure collettivo: nel primo caso il datore di lavoro decide di premiare la professionalità del lavoratore con una quota aggiuntiva di denaro; nel secondo caso la retribuzione supplementare è il risultato di una vera e propria contrattazione tra azienda e sindacati.

Scatti di anzianità
: costituiscono quella parte di retribuzione legata all'anzianità di servizio del dipendente.
In passato gli scatti erano 12 e, per i dipendenti bancari, costituivano veri e propri avanzamenti di carriera; oggi sono scesi a 8 e tenderanno a sparire del tutto, poiché sempre di più prevale l'idea che sia necessario premiare non l'anzianità ma l'esperienza professionale dei lavoratori.
 

Straordinari: le ore di straordinario, ossia il prolungamento del normale orario di lavoro, vengono pagate a parte; non possono essere più di due al giorno per un totale di 12 alla settimana.
 

Indennità: compensano rischi o disagi sostenuti dai lavoratori. Le indennità più ricorrenti sono: l'indennità di cassa, per chi maneggia di denaro; indennità per lavori nocivi, quando un dipendente è esposto a situazioni di pericolo per la sua salute e indennità di trasferta, per sopperire ai disagi che un lavoratore deve subire quando svolge la sua attività lontano dal posto di lavoro.
Nella busta paga vi sono annotati anche i contributi da versare agli enti di previdenza e assistenza e al Fisco.
Nel corso dell'attività lavorativa, ogni dipendente accumula un capitale che viene restituito, in un secondo momento, sotto forma di pensione di anzianità.
Per i lavoratori di aziende private, per gli artigiani, i commercianti ed altre categorie, l'ente che si occupa dell' apparato pensionistico è l'INPS a cui il datore di lavoro deve versare mensilmente una quota, trattenuta dalla busta paga, per ogni persona alle sue dipendenze.
I versamenti dovuti L'INPS, riportati sul cedolino, si riferiscono non solo alla pensione ma anche ad altre prestazioni assistenziali come le assicurazioni per la malattia, i pensionamenti anticipati, ecc. che l'istituto gestisce in prima persona.
La busta paga, inoltre, mette in luce le quote da corrispondere all'INAIL (Istituto Nazionale Assicurazioni contro gli Infortuni sul Lavoro), totalmente a carico del datore di lavoro e calcolata sulla base dell'effettiva pericolosità e rischio della mansione ricoperta.
L'IRPEF è la tassa che il lavoratore deve pagare allo Stato in relazione alla propria retribuzione. Il versamento viene effettuato dal datore di lavoro che, ogni mese, trattiene dalla busta paga delle quote di denaro calcolate in base a scaglioni di reddito e relative percentuali di tassazione (aliquote). L'imposta versata rappresenta un acconto di quella definitiva, conteggiata sulla retribuzione percepita nell'arco di un anno.
Il conguaglio di fine anno stabilisce se il lavoratore ha pagato, in modo corretto, l'intera imposta a suo carico: può risultare negativo, se la quota versata è inferiore a quella dovuta, o positivo, se le trattenute risultano superiori.
Un'altra voce a cui dobbiamo prestare attenzione, infine, è quella relativa al TFR (o trattamento di fine rapporto) che è la somma di denaro accantonata ogni anno dal datore di lavoro e percepita dal dipendente al termine del rapporto di lavoro.

 



 

 

 

 

 



 

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